Si tratta di una malattia delle vie respiratorie inferiori caratterizzata da un’infiammazione e un aumento delle secrezioni che ostacolano il passaggio dell’aria tra l’esterno e i polmoni.
Esiste una certa predisposizione genetica che, insieme ad una serie di fattori scatenanti (polline, acari, peli, ecc.), causano la malattia.
Si manifesta con sensazione di mancanza di respiro, difficoltà respiratorie, tosse, sibili durante la respirazione e, occasionalmente, espulsione di muco.
La diagnosi è clinica e avviene mediante colloquio ed esame obiettivo. Tramite una radiografia è possibile escludere una polmonite o altre cause associate alla mancanza di respiro.
In caso di crisi lievi, di solito, è sufficiente il trattamento con broncodilatatore per via inalatoria e/o corticosteroidi. Nei casi più gravi viene aggiunta l’ossigenoterapia ed è necessario il ricovero ospedaliero (anche in terapia intensiva).
Qualora si presentino i primi episodi, bisogna rivolgersi ad un ospedale con riparto di pediatria, soprattutto se il paziente soffre d’asma e se i sintomi sono più gravi o duraturi del solito.
Segnali predittivi: gravi difficoltà respiratorie, sonnolenza e segni di sfinimento.
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