È un disturbo del neurosviluppo cerebrale che colpisce l'attenzione, l'organizzazione e la pianificazione, il processo decisionale e l'inibizione. Viene solitamente diagnosticato tra i 5 e gli 11 anni e colpisce fino al 15% dei bambini.
Esistono tre tipi di disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD):
- Predomina il deficit di attenzione - predomina l'iperattività
- Predominanza di iperattività - impulsività
- Combinazione di entrambe
La variante da deficit di attenzione è caratterizzata da dificoltà a prestare attenzione ai dettagli, a seguire le istruzioni o a completare i compiti, a organizzare, pianificare o mantenere l'ordine e a perdere gli oggetti necessari.
La variante iperattività-impulsività è caratterizzata da una persona che si muove eccessivamente, che ha difficoltà a stare ferma, che deve sempre essere occupata, che parla eccessivamente, che risponde prematuramente, che agisce impulsivamente e senza riflettere (attraversa la strada senza guardare) o che non valuta o sottovaluta le conseguenze.
La causa esatta non è nota, anche se tende a manifestarsi nelle famiglie, per cui si ipotizza una componente genetica. Esistono prove di disfunzione dei sistemi della dopamina e della noradrenalina.
I soggetti tendono ad avere una bassa tolleranza alla frustrazione e a manifestare irritabilità. Possono avere problemi di sonno, resistendo ad andare a letto o non alzandosi dal letto al risveglio. L'esame fisico può rivelare goffaggine e movimenti scoordinati.
La diagnosi viene fatta con un colloquio strutturanto e una raccolta della storia della persona per valutare gli aspetti dello sviluppo, dell'istruzione e della psicologia. In questo colloquio vengono spesso poste domande su fattori legati al periodo perinatale. Si effettua anche una valutazione neuropsicologica per valutare le funzioni esecutive alterate.
Il trattamento si basa sulla terapia psicologica, in modo che la persona impari a compensare la propria sintomatologia, insegnandole a fissare obbiettivi e mete realistiche e migliorare la gestione delle emozioni. Questo trattamento può essere integrato da un trattamento farmacologico, in genere con farmaci stimolanti (metilfenidato, destroanfetamina), sebbene siano utili anche farmaci non stimolanti (atomoxetina o antidepressivi che inibiscono la ricaptazione della noradrenalina).
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