Disturbo del ritmo cardiaco o aritmia, che si manifesta con una frequenza cardiaca normale o elevata. Le camere superiori del cuore (atri) generano un battito cardiaco molto veloce che viene trasmesso alle camere inferiori (ventricoli) a una frequenza inferiore. A seconda della cadenza tra battiti atriali e ventricolari, il polso rilevato nel paziente sarà più o meno rapido.
Di solito, si verifica in pazienti con precedenti malattie cardiache: alterazioni valvolari, infarti precedenti, ipertensione, precedenti interventi chirurgici al cuore e altre malattie cardiopolmonari come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
I sintomi sono direttamente correlati alla frequenza cardiaca e di solito sono tanto più frequenti quanto più veloce è il battito. I sintomi più comuni sono palpitazioni, vertigini, ansia, dolore al petto, mancanza di respiro e sensazione di morte immininente.
La diagnosi è clinica, tramite domande ed esame fisico. È confermata tramite elettrocardiogramma; se l’aritmia compare in modo intermittente, è necessaria una registrazione ECG continua (Holter).
Il trattamento mira a riportare l’aritmia al ritmo sinusale che è il ritmo normale del cuore; se ciò non è possibile, la tachicardia deve essere rallentata a valori inferiori a 100 battiti al minuto.
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