Si tratta di un ritmo cardiaco accelerato (> 100 battiti/min) improvviso e intermittente (va e viene) che ha origine negli atri del cuore.
La sua insorgenza è favorita da sostanze tossiche come tabacco, alcol, caffeina e altre droghe o farmaci, così come da alcune malattie.
La persona, in modo brusco e non prolungato, avverte palpitazioni, ansia e talvolta dolore toracico e capogiri.
La diagnosi viene effettuata mediante anamnesi e confermata da un elettrocardiogramma che registra l'aritmia (un dispositivo registra il ritmo cardiaco per 24 ore).
In modo controllato, può essere invertita massaggiando le arterie carotidi del collo o sforzando l'addome simulando una forte tosse o sforzandosi di defecare. In alcuni casi, per invertire l'aritmia possono essere necessari farmaci o una scossa elettrica a bassa energia. A lungo termine, possono essere prese in considerazione opzioni chirurgiche (ablazione miocardica).
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